Art Test Fest

Art Test Fest

Art Test Fest è un festival d’arte contemporanea inteso come terreno d’incontro per artisti e produttori di nuove tecnologie. Il dialogo tra arte e tecnologia è un percorso pratico già consolidato nel mondo dell’arte contemporanea. Lo scopo di Art Test Fest è di mostrare, narrare e rendere accessibile al pubblico questo percorso attraverso presentazioni, workshop e performance.

Lo strumento scelto per affrontare il dialogo tra arte e tecnologia è la residenza d’artista. Durante le due settimane di permanenza a Genova (24 ottobre – 6 novembre 2016) gli artisti Riccardo Previdi, Alberto Barberis e Timos Zechas hanno avuto a disposizione una nuova tecnologia attraverso la quale produrre un’opera sia a livello individuale sia di respiro collettivo. Una rete di produttori d’arte genovesi ha selezionato gli artisti per chiamata diretta, valutandoli in base al loro ambito di ricerca e favorendo le aree dell’Immagine, del Suono e della Performance.

Al termine della residenza si è svolto un approfondimento pubblico, dal 3 al 6 novembre 2016, costituito da spettacoli, workshop, talk e incontri, in cui il lavoro svolto durante la residenza ha stimolato una riflessione più ampia sulla produzione artistica contemporanea. L’evento si è concluso con una maratona culturale sul rapporto tra arte e nuove tecnologie, in cui gli ospiti e gli artisti in residenza si sono confrontati col pubblico.

Il progetto, realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando ORA!, si avvale della collaborazione di partner rinomati in campo artistico e scientifico. Il Museo di Arte Contemporanea Villa Croce ha offerto i suoi spazi per il periodo del festival e per il lavoro degli artisti in residenza; le tecnologie a disposizione degli artisti sono state sviluppate all’interno dell’Istituto Italiano di Tecnologia.

La selezione degli artisti e delle tecnologie da utilizzare è stata affidata a tre produttori d’arte genovesi. L’area legata all’Immagine è stata curata da Hilda Ricaldone e Carlotta Pezzolo di CHAN gallery; Matteo Manzitti e Emilio Pozzolini di Ensemble Eutopia si sono occupati del Suono; Roberta Messa di Rete Danzacontempoligure ha curato l’area Performance.

Art Test Fest è ideato e organizzato dall’associazione culturale disorderDrama, associazione che produce eventi culturali dal 2000 e che dal 2013 fa parte della gestione dell’Altrove – Teatro della Maddalena.

 

 

 

Il recente successo del libro di Arthur I. Miller, pubblicato da Norton Press, negli Stati Uniti: Colliding Worlds: How Cutting-Edge Science Is Redefining Contemporary Art, ha riacceso la famosa querelle tra arte e scienza. Il libro traccia, con grande lucidità e immaginazione, l’intreccio tra la storia degli sviluppi scientifici e quella della produzione artistica dal secondo dopoguerra a oggi, mostrando come la scienza sia sempre stata importante fonte d’ispirazione per l’arte. Raccontando in parallelo le trasformazioni dei due mondi (la teoria gravitazionale di Albert Einstein si riflette nello spazio cubista di Pablo Picasso) dimostra come l’arte contemporanea e la scienza, nelle sue manifestazioni più rivoluzionarie, si sviluppino in stretto dialogo, attraverso la materializzazione di idee e concetti. L’arte visiva e la scienza condividono, infatti, un passato creativo e di sperimentazioni parallele che si sono articolate attraverso un’attività pratica fatta di visionarie intuizioni, contraddizioni, ritardi e manifestazioni fisiche capaci di raccontare il presente nella sua proiezione verso il futuro.

Dopo più di cinquant’anni l’establishment artistico sembra aver smesso di ghettizzare gli artisti scienziati per la difficoltà con cui le loro opere venivano inserite nei musei così come nelle case dei collezionisti. Siamo oggi testimoni di un rinnovato desiderio di collaborazione tra artisti e scienziati che si manifesta nella creazione di incredibili installazioni interattive (la nuova installazione site specific Celebration Park di Pierre Huyghe alla Turbine Hall della Tate di Londra), composte da luci e video responsive, fotografie in movimento inserite in ambienti sonori. La recente nascita di luoghi come MIT media Lab, che ospita e produce mostre e conferenze d’arte contemporanea a Boston, o il progetto ART@CERN in cui artisti, performer e musicisti vengono invitati in residenza a produrre opere in collaborazione con i fisici nucleari attivi nel centro di ricerca di Ginevra ne sono forse la manifestazione più apparente. L’idea dietro a questi modelli innovativi di spazi di ricerca a metà tra musei d’arte e laboratori scientifici è quella di creare un cortocircuito tra i due mondi perché gli artisti possano stravolgere il pensiero scientifico mettendolo in discussione e che questo possa aiutare a guardare e capire in maniera nuova la ricerca, oltre a trovare inaspettati e affascinanti modi di rappresentarla.

Il Museo di Villa Croce ha avviato una serie di progetti in cui l’arte e la scienza vengono messe in dialogo. A partire dal 2014, in occasione della mostra personale dell’argentino Tòmas Saraceno, il dipartimento di Pattern Analysis and Computer Vision del IIT, Istituto italiano di tecnologia Genova, ha fornito la scansione tridimensionale di alcune ragnatele ‘sociali’ che l’artista aveva creato e fatto vibrare nella ricerca della melodia cosmica. Nuovamente nel 2015, grazie al supporto dell’IIT, l’artista Luca De Leva è riuscito a modificare due paia di google-glasses in modo da poter vivere per un mese scambiando la visione (e l’equilibrio) con  la sua compagna Giacinta Gandolfo e performando questa vista invertita al Museo in occasione del Festival della Scienza 2015.

Per la prima edizione di ART TEST FEST organizzato dall’associazione culturale Disorder Drama in collaborazione con il Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce e IIT, con il supporto di Compagnia di San Paolo, i curatori hanno scelto di invitare tre artisti uno attivo nel mondo dell’arte visiva, un altro attivo nella danza e nella performance e un terzo nel mondo della musica a lavorare sulle innovative tecnologie dell’ IIT con l’obiettivo di sviluppare nuove prospettive interpretative in dialogo con chi le concepisce e le sviluppa. Gli artisti selezionati invitati in residenza a Genova hanno sviluppato un nuovo progetto in sinergia reciproca, con la finalità di produrre un’opera d’arte e una performance che interpreti la NANOSCOPIA OTTICA, la tecnologia selezionata dai curatori in dialogo con IIT.
La capacità offerta dalla nanoscopia ottica di cogliere dettagli della materia invisibili e di rendere il mondo un illimitato paesaggio mentale in cui le categorie spazio temporali vanno a dissolversi trasformandosi completamente diventa materia di riflessione artistica nella speranza che Art Test Fest si inserisca nell’inarrestabile sforzo dell’arte di immaginare futuri alternativi.

 

Ilaria Bonacossa
Direttore Artistico
Museo Villa Croce, Genova

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